AVM/Actv informa: sciopero generale nazionale 24h - 30 ottobre 2026

19 October 2026

È pervenuta alle società AVM, Actv e VeLa da parte della sigla sindacale USB - Unione Sindacale di Base comunicazione di adesione allo sciopero generale nazionale di tutte le categorie pubbliche e private di 24 ore per venerdì 30 ottobre 2026.

 

Lo sciopero avrà durata di 24 ore e potrà interessare il personale Actv dei servizi di trasporto di navigazione, tranviario e automobilistico, il personale AVM dei parcheggi in struttura e people mover, il personale VeLa della rete vendita Venezia Unica, nonché i servizi ausiliari e di supporto gestiti dalle tre società.

 

Nel servizio navigazione verranno garantiti i servizi minimi di collegamento e alcune corse di nave traghetto (linea 17) per fasce orarie e riservate ai possessori di tessera IMOB su prenotazione obbligatoria.

 

Nel servizio automobilistico e tranviario verranno garantite tutte le corse in partenza dal capolinea a partire dalle ore 06:00 e fino alle ore 08:59 e a partire dalle ore 16:30 fino alle ore 19:29, non potranno dunque essere garantite le corse di rientro a fine mattinata dagli Istituti Secondari Superiori del territorio.

 

Il servizio People Mover di collegamento tra Tronchetto-Stazione Marittima-P.le Roma verrà garantito a fasce orarie.

 

Per i parcheggi in struttura gestiti da AVM (Autorimessa Comunale, Park Sant’Andrea, Park Costa e Park Candiani) vengono garantiti gli ingressi e le uscite di abbonati, titolari di tagliandi disabili e prenotati, ove presenti.

 

Per la rete vendita Venezia Unica, si ricordano i canali alternativi per l’emissione della tessera Venezia Unica in formato virtuale da utilizzare solo su smartphone tramite AVM Venezia Official App, l’acquisto dei titoli di viaggio tramite canale di pagamento contactless Tap to pay, le applicazioni mobile, il servizio Chat&Go, le emettitrici automatiche, i rivenditori autorizzati, il portale veneziaunica.it e la sperimentazione relativa al nuovo hub digitale mobilità per l’acquisto di abbonamenti rete urbana.

 

Eventuali servizi aggiuntivi potranno essere predisposti in base all’effettiva adesione da parte del personale in servizio.

 

 

Come da normativa si riportano di seguito le motivazioni dello sciopero generale nazionale e le percentuali di adesione in occasione dell’ultima astensione proclamata dalla medesima sigla sindacale:

 

1. Per un intervento sulla condizione economica generale attraverso:

  • Interventi strutturali che impediscano il rialzo continuo dei prezzi su tutti i beni di prima necessità, e in particolare i prodotti energetici, i carburanti e i prodotti alimentari. Il Governo può e deve introdurre un controllo sui prezzi di tutti i generi che influiscono in modo determinante sulle condizioni di vita della popolazione che vive di salari e pensioni, con meccanismi di calmieramento e tetti che mettano in protezione da una crescita fuori controllo dei prezzi;
  • Per l’eliminazione dell’IVA dai beni di prima necessità, l’abbattimento delle accise sui carburanti, la tutela delle utenze domestiche per l’energia elettrica e il gas, lo stop agli sfratti e agli sgomberi e il collegamento tra affitti e salari.

2. Per un intervento sui salari e sulle pensioni:

  • Introduzione di un nuovo meccanismo di adeguamento automatico dei salari e delle pensioni al costo della vita, sganciato dai rinnovi contrattuali, calcolato con un indice dell’inflazione non depurato dal costo dei prodotti energetici importati;
  • Aumenti salariali che redistribuiscano la ricchezza a partire dalla soglia di un minimo tabellare non inferiore a 2000 euro, equivalente a 12 euro l’ora;
  • Stop a nuovi interventi contro il sistema pensionistico pubblico e l’allungamento ulteriore dell’età pensionabile, per una politica di maggiori tutele per lavoratori pubblici e privati;
  • Per una politica industriale che metta in sicurezza i posti di lavoro, a cominciare dall’ILVA e dal settore auto (con il loro indotto), e tuteli l’ambiente e il territorio.

3. Per lo stop alle politiche di riarmo e di sostegno ad Israele e all’Ucraina che stanno precipitando il mondo in uno scenario di crisi e di guerra che alimenta la speculazione e l’aumento dei prezzi:

  • Lo stop ai piani di riamo europei e italiani e la destinazione dei fondi a tutela dei servizi pubblici, al calmieramento dei prezzi e alla politica dell’abitare;
  • L’interruzione di ogni relazione istituzionale e collaborazione economica, scientifica e politica con lo stato di Israele, unito all’embargo completo sulle armi, sui componenti utili alle armi, sui materiali utili all’armamento, sui trasferimenti di tecnologie e su tutti beni materiali e immateriali “dual use” verso lo stato di Israele;
  • Il rispetto della legge 185 del 1990 contro il traffico di armi con paesi coinvolti in teatri di guerra o colpevoli di ledere i diritti umani.
  • Fermare il previsto piano di militarizzazione dei porti e delle infrastrutture strategiche del Paese (MMA) approvato in sede UE e i processi di automazione collegati.
  • Fermare i processi di militarizzazione di scuola, università e ricerca.

4. Contro tutte le misure di polizia e che ledono gli spazi di espressione e di democrazia con le quali si sta cercando di mettere un bavaglio alle proteste.

5. Contro tutte le scelte istituzionali che hanno un chiaro sapore discriminatorio e per chiedere la regolarizzazione di tutti i lavoratori stranieri.

 

L’ultima astensione di 24 ore proclamata dalla medesima sigla sindacale il giorno 18 maggio 2026 ha registrato le seguenti percentuali di adesione:

 

  • settore automobilistico: 52,40%
  • settore navigazione: 64,13 %